Pinacoteca di Brera-

Sito della Pinacoteca di Brera-Tecniche radiografiche




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Tecniche radiografiche

Morandi, luce visibile

La radiografia è utilizzata soprattutto su tele, tavole e sculture lignee. E' un'indagine strumentale non invasiva utilizzata per conoscere, in modo approfondito e immediato, la tecnica esecutiva e materica dell'opera. Questo procedimento offre il vantaggio di rendere in modo visibile lo stato di conservazione dei dipinti e gli eventuali precedenti restauri, dando informazioni utili agli operatori del settore per una tecnica più appropriata, nel caso che l'opera sia restaurata. Inoltre questa tecnica è utilizzata anche per conoscere i vari processi lavorativi dell'artista, grazie alla qualità e affidabilità della lastra radiografica che riesce a svelare ogni minimo dettaglio dell'opera, infatti, la speciale emulsione della pellicola, ha una densità che permette di rivelare la consistenza anche delle pennellate più leggere, smascherando così i "falsi" o "trafugati". Per tali analisi si utilizza un apparecchio radiografico con una potenza non superiore ai 80 Kv.



Morandi, radiografia



La radiografia rileva che l'autore, per questo dipinto, si è servito di una tela già utilizzata precedentemente. E' molto evidente il "pentimento" dell'artista per quanto riguarda l'impostazione della bottiglia in primo piano, si nota infatti una prima preparazione della stessa con effetto linearmente orizzontale e il suo ingombro occupa una parte della base del vaso a sinistra della composizione, poi ha posizionato la bottiglia, come si vede nel visibile, in modo meno statico e più dinamico.




Giorgio Morandi: Natura morta, 1920 (collezione Vitali)
Agostino da Lodi, prima del restauro






Agostino da Lodi, dopo il restauro



La fluorescenza utilizza la radiazione elettromagnetica invisibile dell'ultravioletto, con una lunghezza d'onda prossima a 0,366 micron dello spettro visibile, ottenuta irradiando l'oggetto con una fonte di luce particolare "luce di Wood" capace di rendere luminescenti i corpi eccitati da questa emissione di luce. Nel campo dei beni culturali è usata sia nei documenti, rende ben visibile le varie cancellazioni, che nei dipinti, dove mette in evidenza e rivela le varie alterazioni di colore dello strato pittorico. Se l'opera ha subito in precedenza dei restauri molto vecchi, si noterà la diversa composizione di pigmentazione dei colori usati in epoche diverse. Tecnicamente il dipinto viene irradiato con la luce di Wood in completa oscurità e fotografato con tempi piuttosto lunghi visto la scarsa luminosità che queste lampade emanano.
Agostino da Lodi, fluorescenza dopo restauro















Giovanni Agostino da Lodi: Madonna col Bambino e un angelo

Dall'alto: prima del restauro, dopo il restauro, fluorescenza dopo il restauro.



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