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Brera mai vista 22

L'atelier delle meraviglie

Un’officina di invenzioni:

L’atelier delle meraviglie e La lampada di Mario Sironi ai raggi X


22 novembre 2007 - 16 marzo 2008, sala VIII


Opere esposte:

Mario Sironi

L’atelier delle meraviglie

olio su tela, cm 67,5x61

La lampada

olio su carta applicata su tela, cm 78x56





Negli anni del primo dopoguerra Mario Sironi (Sassari 1885 – Milano 1961) transita dal Futurismo al Novecento, da una pittura di violente spezzature plastiche a una molto diversa, di volumi compatti, definiti da una luce drammatica e tagliente. Questo transito avviene attraverso una breve stagione, 1919-1920, che, per comodità e con molte forzature, si continua a chiamare metafisica.


Di fatto questo biennio è il più misterioso di tutta la sua produzione. Nei suoi quadri e nei suoi disegni enigmatiche figure esibiscono il loro status di manichini e, insieme, la condizione di una dolente umanità; richiami alla tecnologia meccanica contemporanea convivono con una crescente volontà classicista; in gelidi interni si addensano presenze cariche di tensione.

La lampada
Ma è anche, questo biennio, fra le stagioni più alte della pittura sironiana: in pochi, decisivi quadri Sironi definisce quella poetica di tragica rappresentazione della condizione umana attraverso il conferimento di una intrinseca monumentalità alle più comuni presenze quotidiane.


L'atelier delle meraviglie e La lampada, due opere giunte alla Pinacoteca di Brera con la collezione Jesi, sono forse le più significative di questa stagione, e sono anche due sicuri capolavori della pittura italiana del Novecento. La loro interpretazione è, allo stato degli studi, ardua. Si può leggere qualcosa nell'intrico di indecifrabili volumi dell'Atelier? Cosa ci fa un manichino femminile dai tratti androgini, guepière e tacchi alti, in un interno di dimessa domesticità, in dialogo con un tavolo verde e una lampada a saliscendi?


Anche alla luce delle informazioni ricavate dalle radiografie, gli studi in catalogo di Flavio Fergonzi e di Federica Rovati hanno collocato le due opere in stretta relazione con il clima culturale (dalla letteratura al teatro) e con la discussione artistica, tra l'Italia e l'Europa, di quegli anni densissimi. La lampada e L'atelier delle meraviglie, acquisiti nel 1976, fanno parte della collezione di pittura della prima metà del Novecento donata alla Pinacoteca di Brera da Emilio e Maria Jesi.



Comunicato stampa


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