Brera mai vista 23
Una mistica visione.
L'Immacolata Concezione di Bernardo Cavallino
marzo - novembre 2008, sala XXXI
Bernardo Cavallino (1616 - 1656), pittore napoletanissimo che mai si
mosse dalla sua città natale, dedicò quasi tutta la sua attività alla
realizzazione di dipinti "da cavalletto":
opere di media grandezza per raccolte private o ad uso devozionale per
cappelle e piccoli oratori.
Fra
queste si contano ben dodici tele, tutte dedicate al tema
dell'Immacolata Concezione: originali, copie da opere perdute, repliche
realizzate dallo stesso Cavallino a testimonianza del successo che
questo tema ebbe nella Napoli della metà del XVII secolo.
Nulla si sa della destinazione originaria dell'Immacolata Concezione, cui è dedicata la XXIII edizione di Brera mai vista: giunta in Pinacoteca nel 1955 a seguito di un acquisto per diritto di prelazione, essa fu eseguita da Bernardo Cavallino intorno al 1645.
Nel catalogo, che accompagna, come di consueto la piccola esposizione, è affrontato il tema dell'iconografia dell'Immacolata Concezione, cui il popolo napoletano fu sempre particolarmente devoto e che divenne nel 1656, principale patrona della città accanto a san Gennaro.
All'assetto iconografico della Madonna vestita di bianco e azzurro e circondata da angioletti recanti alcuni dei simboli delle virtù mariane, contribuirono i dettami imposti dalla controriforma in materia di immagini sacre, e la descrizione di una serie di mistiche visioni : fra queste quelle di santa Brigida da Uppsala e della beata Beatrix de Silva y Menenses.
L'opera di Bernardo Cavallino, ora riproposta all'attenzione dei visitatori della Pinacoteca, interpreta il tema dell'Immacolata Concezione con una vena assolutamente intimistica: un' immagine semplice davanti alla quale pregare e commuoversi, al di là degli infuocati dibattiti che continueranno a impegnare le correnti pro e contro la tesi di Maria nata immune da ogni peccato, compreso quello originale.
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