Pinacoteca di Brera-

Sito della Pinacoteca di Brera-Brera e la guerra




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Brera e la guerra

BreraBicentenario

trasporto, 1917

10 novembre 2009 - 21 marzo 2010, sala XV


Le vicende della Pinacoteca di Brera, durante il primo e il secondo conflitto mondiale, non sono mai state analizzate. In occasione del Bicentenario della sua fondazione una mostra fotografica narra di quegli anni, i più drammatici della sua storia, che coinvolsero anche le maggiori istituzioni museali milanesi. 

Il 27 maggio 1915, pochi giorni dopo l'entrata in guerra dell'Italia la Pinacoteca di Brera venne chiusa al pubblico. Tuttavia i dipinti non furono spostati. Prevalse, fino al 1917, la decisione di non trasportare altrove le opere d'arte della Pinacoteca, delle chiese e delle più importanti istituzioni museali milanesi al fine di evitare rischi. Le opere, tolte dalle cornici, che rimasero sulle pareti, vennero imballate entro casse e sistemate in un locale al piano terreno. 

I dipinti di grande formato furono trasportati nella sala XVIII, ritenuta più solida, e difesi da muri formati da sacchi di sabbia impilati. In quegli anni la Sovrintendenza di Brera divenne il punto di riferimento per i beni del patrimonio ecclesiastico e dei maggiori musei, come il Museo Poldi Pezzoli e le Civiche Raccolte del Castello Sforzesco. 

In seguito alla disfatta di Caporetto nell'ottobre del 1917, la politica di tutela del patrimonio artistico cambiò radicalmente. Le opere più notevoli, non solo di Brera, ma della Lombardia tutta, nell'inverno e nella primavera del 1918 furono trasferite a Roma.

dopo i bombardamenti

Le fotografie, di cui molte proposte qui per la prima volta, documentano quegli avvenimenti drammatici. Un corredo visivo che permette già ad un primo sguardo di percepire l'enorme differenza fra le due guerre: la prima, conflitto di trincea, la cui eco giungeva nelle città solo attraverso i tragici bollettini dei soldati morti in postazioni lontane, la seconda che coinvolse con le sue tragiche incursioni aeree anche le città e i civili. 

Le foto riguardanti il primo conflitto mondiale non restituiscono scene drammatiche: si vedono casse che vengono trasferite, carri carichi che tranquillamente partono dalle stazioni ferroviarie o percorrono le quiete vie di Roma. La guerra è lontana, è al fronte. 

Drammatiche sono al contrario le fotografie che testimoniano i danni alle opere d'arte nel secondo conflitto mondiale: i devastanti effetti dei bombardamenti sugli edifici monumentali, l'annichilimento della pinacoteca dopo la caduta delle bombe, gli ambienti nudi, scoperchiati, esposti alle intemperie, alla neve o al sole cocente. La guerra non è più lontana, è in casa, sconvolge.

dopo i bombardamenti

Appena scoppiata la guerra, il 10 giugno 1940, la Sovrintendenza mise immediatamente in atto il trasferimento delle opere più importanti della Pinacoteca di Brera e dei maggiori istituti lombardi in edifici privi di pericoli e in località protette. 

Durante il bombardamento della notte fra il 7 e l'8 agosto 1943 ordigni colpirono tutte le sale della pinacoteca che s'affacciavano sulla via Brera, sulla piazzetta e sull'orto botanico. Parte dei tetti e delle volte crollarono, i muri perimetrali erano pericolanti. 

Le opere erano già state portate via da tempo ma l'antica maestosa costruzione rimase irrimediabilmente lesionata. Per salvare le opere si diede inizio ad una ridda di viaggi e spostamenti in più di 20 ricoveri, alla ricerca di località sicure, sempre più a nord-ovest della penisola, fino alle Isole Borromee, alla Valtellina e al lago di Como, senza poter prevedere che proprio in quei luoghi la guerra avrebbe avuto il suo tragico epilogo.

Giunsero infine indenni a Roma, per essere ricoverate al sicuro in Vaticano, aperto da Pio XII ai capolavori italiani.

la ricostruzione

Finita la guerra, la ricostruzione del palazzo, per la parte che riguardava la Pinacoteca, fu affidata direttamente alla Sovrintendenza alle Gallerie. I lavori ebbero inizio nell'ottobre del 1946 col principio di "mantenere l'aspetto storico delle sale della Pinacoteca pur introducendo tutti i miglioramenti suggeriti dalla moderna tecnica dei musei."

Il Sovrintendente Ettore Modigliani, la cui opera fu proseguita da Fernanda Wittgens, incaricò nel 1946 l'architetto Piero Portaluppi di redigere il piano di restauro del museo, approvato nel 1949.

La pinacoteca fu riaperta nel 1950.




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