Pinacoteca di Brera-

Sito della Pinacoteca di Brera-Brera mai vista




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Brera mai vista

15 dicembre 2011 - 7 ottobre 2012

Giovenone, Assunzione

Due momenti di Gerolamo Giovenone


Il nuovo appuntamento con Brera mai vista presenta due opere di Giovenone: un'Assunzione della Vergine e una grande ancona raffigurante la Madonna con il Bambino e i santi Giacomo, Giuseppe, Marta e donatore. Gerolamo Giovenone č il rappresentante pių noto di una famiglia di artisti attiva a Vercelli durante tutto il Cinquecento. Il padre Amadeo era maestro di legname, come pure il fratello Giovan Pietro (documentato dal 1508 al 1562), mentre furono pittori il fratello minore Giuseppe (notizie dal 1519 al 1533), allievo e poi collaboratore di Gaudenzio Ferrari, e i figli di Gerolamo Giuseppe il Giovane (1524-morto fra il 1599 e il 1591) e Giovanni Paolo (1541 - morto entro il 1609). Tutta la carriera di Gerolamo si svolge in un contesto caratterizzato da relazioni fra botteghe familiari e di intrecci stilistici e professionali con alcuni importanti artisti esterni. Si č ipotizzata una sua formazione presso il casalese Martino Spanzotti, documentato a Vercelli fra il 1481 e il 1498, e il suo discepolo Defendente Ferrari, con il quale collabora in diverse occasioni fra il primo e l'inizio del secondo decennio del Cinquecento. Presto l'evoluzione dello stile di Giovenone viene condizionata dall'incontro con Gaudenzio Ferrari, che aveva operato a Vercelli per la prima volta nel 1508. L'influenza di Gaudenzio si avverte nelle opere di Gerolamo a partire della metā degli anni Dieci, ma diventa particolarmente importante in quelle del decennio successivo, quando sono ripetutamente documentati i rapporti di consuetudine del maestro valsesiano con i Giovenone. A questa fase appartiene l'Assunzione della Vergine, giunta a Brera nel 1903/1904 con il dono della collezione del mercante Casimiro Sipriot e che si ipotizza dipinta per la cappella dell'Assunta in San Marco a Vercelli, della quale nel 1525 il testamento di Nicolino de Lancis disponeva la decorazione, destinando agli eredi duecento fiorini per la realizzazione di un'ancona entro sei anni.

Giovenone, Madonna col Bambino e santi

A partire dai primi anni Trenta, sulla scena pittorica vercellese dominata dai Giovenone si impone rapidamente Bernardino Lanino, giovane pittore che diviene presto consapevole e prolifico divulgatore della poetica gaudenziana, stimolando a un confronto lo stesso Gerolamo. I rapporti di Lanino con Gaudenzio e i Giovenone sono documentati dal 1530, anno in cui č testimone in un atto di affari che coinvolge Gaudenzio e suo figlio Gerolamo, mentre successivamente vi sono varie attestazioni della sua presenza in casa Giovenone, anche prima del matrimonio nel 1540 con la figlia di Gerolamo, Dorotea. Inizia da questo momento un intenso rapporto di scambio tra suocero e genero, del quale č esempio la Madonna con il Bambino e i santi Giacomo, Giuseppe, Marta e donatore (c. 1543), entrata in Pinacoteca nel 1808 con le soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi e giā in Santa Maria delle Grazie a Novara. L'impostazione ha infatti numerosi punti di contatto con la pala dipinta da quest'ultimo per la cappella della Maddalena in San Francesco a Vercelli su commissione di Francesco Strata (1543, ora alla National Gallery di Londra). Il motivo del baldacchino, inoltre, si trova nella Madonna con il Bambino, santi e angeli di Lanino nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Borgosesia (1539). Nel paesaggio si riconosce il Sacro Monte di Varallo Sesia come si presentava all'epoca, con il complesso di Nazaret, quello di Betlemme, la cappella del Calvario, la fontana, le cappelle della Apparizione alla Vergine e dell'Apparizione alla Maddalena.


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