Pinacoteca di Brera-

Sito della Pinacoteca di Brera-Sala V




[ Torna su ]

Sala V

V

Il difficile e vario equilibrio fra innovazioni e tradizione figurativa accomuna i dipinti di questa sala, scaglionabili nell'arco di una settantina d'anni a partire dalla metà del Quattrocento circa. In quest'epoca Venezia aveva ormai allargato il proprio dominio politico sulla terraferma, garantendo però la conservazione delle peculiarità culturali delle singole province; di conseguenza la pittura veneta, per tutta la seconda metà del XV secolo e fino ai primi decenni del successivo, offre un panorama assai diversificato a seconda dei territori e della specifica dialettica che, in ciascuno di essi, s'instaura con le novità figurative nate a Firenze a inizio secolo, ma elaborate e diffuse prima attraverso Padova e poi dalla stessa Venezia. A Padova, dove la presenza dello Studio (università) aveva favorito una oramai secolare tradizione di studi sull'antichità classica, il soggiorno decennale (1443/53) dello scultore fiorentino Donatello, incaricato di eseguire il monumento equestre al condottiero Gattamelata e l'altare scultoreo per la basilica di Sant' Antonio, aveva prodotto esempi memorabili di lucida organizzazione spaziale governata dalla prospettiva lineare e animata da un chiaroscuro mobilissimo, di originale studio dell'antichità e di intensità espressiva che avevano impressionato soprattutto i pittori. A Venezia invece intorno agli anni Settanta, grazie alla dinastia dei Bellini - in particolare grazie a Giovanni - e alla presenza di Antonello da Messina, aveva preso forma una variante profondamente originale dell'Umanesimo in pittura.


[ Torna su ]