Sala VIII
Michele da Verona
Crocifissione
Cima da Conegliano (Giovanni Battista Cima)
San Pietro Martire e i santi Nicola da Bari e Benedetto
Gentile e Giovanni Bellini
La predica di S. Marco ad Alessandria
Giovanni Mansueti
San Marco battezza Aniano
Alvise Vivarini
Assunzione della Vergine
Francesco Bonsignori
San Ludovico e San Francesco reggono il monogramma di Cristo
Palma il Vecchio (Jacopo Negretti)
S. Sebastiano
Bartolomeo
Montagna
Madonna col Bambino in trono fra S. Francesco e S. Bernardino
Bartolomeo Montagna
Madonna col Bambino in trono tra i santi Andrea, Monica, Orsola e Sigismondo
Andrea Mantegna
S. Bernardino da Siena e angeli
Le particolari condizioni ambientali di Venezia, che rendevano difficile la conservazione di pitture murali, non incisero soltanto sul tipo di decorazione pittorica delle Scuole, ma anche su quella degli edifici sacri, che fu affidata per intero alle pale d'altare piuttosto che a cicli di affreschi. Spesso di dimensioni monumentali, come dimostrano alcuni esempi qui raccolti, erano dotate di sontuose cornici - sovente in pietra - che non solo si integravano con lo spazio dipinto, ma lo raccordavano a quello reale della chiesa, creando raffinati effetti illusivi. In accordo con questa unificazione spaziale, le figure che prima affiancavano la Vergine o il santo principale, isolate nei singoli scomparti del polittico, furono radunate in un unico spazio, assorte in preghiera o in meditazione, dando vita alle cosiddette "Sacre Conversazioni". La tipologia del polittico tuttavia non scomparve, richiesta soprattutto da committenti di cultura meno aggiornata, come testimoniano le opere di Alvise Vivarini e di Palma il Vecchio, quest'ultima eseguita per una zona assolutamente periferica quale la montagna bergamasca. A partire dai primi esempi di Giovanni Bellini e Antonello da Messina, tali Sacre Conversazioni - di formato accentuatamente verticale e senza predella - erano immaginate all'interno dell'abside di una chiesa, però l'attenzione sempre crescente alla resa degli elementi naturali e, in particolare, alla raffigurazione del paesaggio, condusse spesso alla sostituzione degli ambienti chiusi con strutture aperte, che consentivano di immergere i gruppi sacri nella mobile luce naturale. Se la creazione di questo "tipo" va ascritta a merito di Giovanni Bellini, a partire dagli anni Novanta del XV secolo gli si affiancano, con risultati sempre assai alti, provinciali formatisi a Venezia, come Bartolomeo Montagna o Cima da Conegliano, attivissimo tanto per Venezia come per le province dell'entroterra. (E.D.)
[ Torna su ]
Pinacoteca
- Informazioni/Info
- Storia
- Collezioni
- Galleria in alta definizione
-
Visita virtuale
- Sala I
- Sala IA
- Sala II
- Sala III
- Sala IV
- Sala V
- Sala VI
- Sala VII
- Sala VIII
- Sala IX
- Sala X
- Sala XI
- Sala XII
- Sala XIII
- Sala XIV
- Sala XV
- Sala XVIII
- Sala XIX
- Sala XX
- Sala XXI
- Sala XXII
- Sala XXIII
- Sala XXIV
- Sala XXVII
- Sala XXVIII
- Sala XXIX
- Sala XXX
- Sala XXXI
- Sala XXXII
- Sala XXXIII
- Sala XXXIV
- Sala XXXV
- Sala XXXVI
- Sala XXXVII
- Sala XXXVIII
- Grandi Restauri
- Servizi educativi
- Archivio Eventi
- Istituti inBrera
Soprintendenza
[ Torna su ]



