Pinacoteca di Brera-

Sito della Pinacoteca di Brera-Sala XI




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Sala XI

XI

La collezione di Lamberto Vitali, figura di spicco del mondo culturale milanese del secondo dopoguerra, giunta in Pinacoteca per lascito testamentario nel 1992-2000, documenta l’eclettica attività di questo autodidatta, studioso e critico d’arte militante. Si tratta di un nucleo di oggetti d’arte, sculture, gioielli, mosaici, dipinti, appartenenti a scuole, tecniche e periodi cronologici differenti, di altissimo livello qualitativo. L ‘ esposizione segue una sequenza cronologica, a cominciare dalla sezione archeologica che conta opere come i vasi Naqata, databili al IV millennio a.C., dall’elegante coloritura rosso-nera, gli idoletti in pietra calcarea di arte cicladica, i diademi a nastro e le coperture per la bocca dei defunti, oltre ai ritratti del Fayum. Questi oggetti testimoniano un gusto per i primitivi che si trasferisce anche ai 'primitivi' italiani -così si indica spesso la pittura genericamente medievale- ai fondi oro, come la pala di San Ludovico da Tolosa del Maestro di san Martino, o l’Evangelista in cattedra del Maestro della Misericordia, che si ricollegano all’acquisto per le collezioni della pinacoteca, da lui fortemente voluto, del “Cristo giudice” di Giovanni da Milano (ora sala 2). Specchio degli studi del collezionista sui Macchiaioli sono poi il bellissimo Ritratto del fratello Ettore fanciullo di Silvestro Lega accostato alla Signora all’aperto di Giovanni Fattori, separati da un decina d’anni. Per il Novecento l'Enfant Gras di Modigliani ed infine le opere di Giorgio Morandi , pittore amatissimo dal Vitali che mise a punto il catalogo completo delle sue opere.




Altre opere esposte

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