Pinacoteca di Brera-

Sito della Pinacoteca di Brera-Sala XV




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Sala XV

XV

L'ultimo dei quattro saloni napoleonici ospita un'importante raccolta di polittici, pale d'altare e affreschi staccati che offrono un'ampia panoramica della pittura a Milano e in Lombardia compresa fra l'ultimo quarto del Quattrocento e la prima metā del secolo successivo; il periodo coincide dapprima con il governo degli Sforza e, in particolare, di Ludovico il Moro, destinato a cadere nel 1499, poi con la dominazione francese e quindi con la restaurazione sforzesca sotto il protettorato spagnolo. Le opere, prevalentemente di grande formato, con l'aggiunta di alcune pitture di minori dimensioni ma dovute agli stessi artisti (come a costituire brevi rassegne monografiche), documentano gli esiti monumentali della pittura in Lombardia conseguenti all'arrivo di Bramante, come per prime dimostrano le opere di Vincenzo Foppa e di Bramantino. Di Bramante la Pinacoteca di Brera ospita, fra l'altro, un importante ciclo d'affreschi staccati, Gli uomini d'arme, provenienti da casa Visconti-Panigarola (uno dei quali č provvisoriamente visibile dalla sala XV in attesa di collocazione definitiva) che svolsero un ruolo fortemente innovativo nel percorso dell'arte lombarda in etā sforzesca. La Pala Sforzesca, ospitata accanto a questi capolavori di Foppa e di Bramante, mostra invece le difficoltā di un artista di corte, verso il 1494, nel misurarsi con le innovazioni bramantesche e leonardesche. A una cultura meno esteriore e tutta lombarda appartiene invece quasi interamente il Bergognone, di cui si espone una pala proveniente dal monastero di Nerviano datata al limite della sua carriera, il 1522. il Bramantino, invece, tenta, giā in epoca sforzesca, di inglobare nel suo linguaggio elementi diversi, soprattutto fondendo riferimenti butinoniani e ferraresi con gli impulsi a una visione classicista e monumentale che gli provenivano dal suo maestro Bramante. La sua Crocifissione dovette certamente costituire un esempio di altissima tensione formale per gli artisti che poterono studiarla nei primi decenni del Cinquecento. Fra questi fu certamente Gaudenzio Ferrari, di cui si ricostruisce in questa sala il ciclo di affreschi staccati eseguito per una cappella della chiesa di Santa Maria della Pace a Milano, sul cui altare si trovava la Nativitā della Vergine, ora in collezione Contini Bonacossi a Milano. Dalla cappella dedicata a San Giuseppe, nella stessa chiesa, provengono gli affreschi staccati di Bernardino Luini ricomposti in un piccolo ambiente adiacente la sala XV, che, con le due pale di Bemardino Luini e di Marco d'Oggiono ospitate nella stessa sala XV; danno la misura delle tendenze della pittura milanese fra il secondo e il terzo decennio del Cinquecento, ormai contraddistinti dalla presenza dei dominatori francesi. (P.C.M.)





Le altre opere esposte

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