Pinacoteca di Brera-

Sito della Pinacoteca di Brera-Sala XVIII




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Sala XVIII

XVIII

In alternativa al leonardismo dilagante in Milano nei primi tre decenni del Cinquecento - talora misto a un recupero di Raffaello, come nella Madonna della mela (sala XIX) di Giampietrino -, si manifestano negli altri centri lombardi diverse tendenze artistiche, alcune delle quali, pur muovendo talvolta dagli insegnamenti dell'artista toscano, pongono le basi, da un lato, per l'affermarsi di una pittura di maniera aggiornata sui grandi maestri emiliani, veneti e romani, dall'altro per la nascita di un nuovo, più realistico sentire, che fornirà le basi per la rivoluzione caravaggesca. In bilico fra leonardismo, recupero di Gaudenzio nei modelli iconografici e aggiornamento sulla pittura veneziana si mostra Callisto Piazza da Lodi nel Battesimo di Cristo. Drammatica e severa, invece, la Deposizione di Altobello Melone, in cui sembrano confluire elementi di cultura bresciana e modi di sentire più aspri che tanta parte hanno nella pittura di Romanino. Cremona è rappresentata da un'importante pala di Giulio Campi, datata 1530, da un'altra di Camillo Boccaccino, datata 1532, in cui è evidente il recupero di modelli raffaelleschi e leonardeschi, e da una più tarda Deposizione di Bernardino Campi (1574), grazie alle quali si evidenzia l'esposizione della città e dei suoi artisti alle influenze correggesche ed emiliane. Ma il gusto presto evolve, in questo importante centro lombardo, verso temi di più intenso realismo, grazie anche alla conoscenza di testi e di presenze






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