Sala XXI
Fra Carnevale
San Pietro
Giovanni Angelo d'Antonio
Polittico di Gualdo Tadino
Polittico di Gualdo Tadino
Bartolomeo di Tommaso
Vergine del Sole
Vergine del Sole
Alunno (Niccolo' di Liberatore)
Polittico di Cagli
Polittico di Cagli
Pietro Alamanno
Polittico di Monterubbiano
Polittico di Monterubbiano
Carlo Crivelli
Crocifissione
Crocifissione
Carlo Crivelli
Madonna della candeletta
Madonna della candeletta
Carlo Crivelli
L'incoronazione della Vergine con la Trinita' e Santi
L'incoronazione della Vergine con la Trinita' e Santi
Carlo Crivelli
Trittico di Camerino
Trittico di Camerino
Le Marche, regione dell'Italia centrale affacciata sul mar Adriatico,
offrono un buon esempio di come le novità artisti che elaborate in
centri d'avanguardia.- che per il Quattrocento furono soprattutto
Firenze, Padova e Venezia – possano ( trasformarsi per l'intrecciarsi
d'influssi molteplici, per le resistenze offerte da pubblico e da
committenti di cultura meno aggiornata, per la radicata persistenza di
tradizioni locali. Un dato sintomatico è la prevalenza, per tutto il XV
secolo, della pala d'altare a più scomparti (polittico), spesso su
fondo oro, racchiusa da ricchissime cornici, purtroppo quasi sempre
andate distrutte, mentre in altri centri aveva iniziato a diffondersi
già dalla metà del secolo la pala unitaria, dove i personaggi sacri
campeggiavano su di uno spazio prospettico coerente, definito da
elementi architettonici o paesistici. Le opere raccolte in questa sala
illustrano con efficacia alcune varianti espresse dalla pittura
marchigiana nella seconda metà del Quattrocento, che è a sua volta
riflesso di una situazione culturale non omogenea. Le numerose, piccole
signorie territoriali tra le quali era divisa la regione coltivarono a
lungo la pittura "internazionale" e solo lentamente accolsero le novità
rinascimentali, fatte di recupero dell'antichità, coerenza geometrica
nel rappresentare lo spazio, attenzione alla caratterizzazione
fisionomica ed espressiva dei personaggi. In questo senso le aperture
più precoci e profonde occorsero a Camerino e Vrbino (sala XXIV), dove
regnavano rispettivamente i Varano ed i Montefeltro, dinastie imbevute
di cultura umanistica, ma non ebbero un seguito immediato e diffuso.
Viceversa, incontrò grande successo Carlo Crivelli, pittore veneziano
educatosi a Padova, che dal 1468 risiedette e lavorò nella regione,
lasciandovi moltissimi capolavori e soprattutto attirando nell'orbita
del suo stile inconfondibile numerosi artisti di minore personalità,
primo tra tutti il fratello Vittore. A lungo interpretata come arcaica
e ritardataria, in realtà la pittura di Carlo Crivelli costituisce
un'interpretazione coltissima ed originale dei principi rinascimentali,
perfettamente conosciuti e dominati, mentre tale consapevolezza e
complessità vanno perdute nelle opere dei seguaci. (E.D.)
Le altre opere esposte
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