Pinacoteca di Brera-

Sito della Pinacoteca di Brera-Sala XXXII




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Sala XXXII

XXXII

I piccoli ambienti di questa sala e della seguente, ritagliati negli anni Cinquanta dalla sala XXXI, che sembrò allora eccessivamente lunga e severa, ospitano opere di artisti fiamminghi e olandesi, o comunque collegabili a quegli ambiti culturali, scalate dai primissimi anni del Cinquecento sino a oltre la metà del Seicento, opere giunte nelle raccolte di Brera in parte con il lascito di Pietro Oggioni del 1855, in parte per cambi, acquisti, doni, che nella loro eterogeneità si presentano come un episodio a sé nella storia lineare del Museo. il tedesco Herman Rode, emulo di Hans Memling e Dierik Bouts, affianca artisti della scuola di Anversa - come il Maestro del 1518 ( identificato con Jan van Dornicke) e Jan de Beer -, che tra il 1507 e il 1530 è influenzata dal Rinascimento italiano per la presenza a Malines della corte italianizzante di Margherita d'Austria; ma anche El Greco è presente con un'opera iconograficamente significativa, eseguita tuttavia dalla sua bottega.


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