Pinacoteca di Brera-

Sito della Pinacoteca di Brera-Sala XXXIV




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Sala XXXIV

XXXIV

La cultura figurativa del Settecento e il suo rapporto con la pittura sacra, divenuta un genere accademico in concomitanza con l'attenuazione della funzione ideologico-religiosa dell'arte, che sempre più si andava specializzando e diversificando, trovano espressione in questa sala, interamente dedicata a opere di destinazione chiesastica, e comunque di soggetto sacro, che rispecchiano la varietà di gusti, di tendenze e di interessi, a volte contrastanti, che hanno segnato il secolo sino all'avvento della cultura prevalentemente laica del Neo- classicismo. Gli ultimi e splendidi sprazzi dell'aulico linguaggio barocco, del grand goat, stile unico e indiscusso, pronto a sfumare nelle tenerezze e nella grazia rococò, si vedono nella complessa e drammatica Madonna del Carmelo di Giambattista Tiepolo, nell'insolitamente austero San Gaetano conforta un moribondo di Sebastiano Ricci, nella varietà di accenti di Luca Giordano, Francesco Solimena, Ubaldo Gandolfi, mentre il Classicismo, che è linea di sviluppo prevalente a Roma, ha i suoi capisaldi nel fare largo e monumentale, nobilmente accademico, delle varie tele di Pierre Subleyras, Pompeo Batoni e Giuseppe Bottani. Isolato per capacità di aderire, anche emozionalmente, alla realtà, si presenta Giuseppe Maria Crespi, capofila del rinnovato naturalismo del secolo, che si esprime con accenti severi nella cupa e dolo- rosa Crocifissione. (L.A.)


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