Pinacoteca di Brera-

Sito della Pinacoteca di Brera-Sala XIX




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Sala XIX

sala XIX

Nella seconda metà del Quattrocento si assiste in Lombardia alla straordinaria evoluzione della pittura da forme e stilemi ancor tardogotici verso manifestazioni figurative di impronta oramai pienamente rinascimentale. il cambiamento, che coincide con il passaggio del potere dai Visconti agli Sforza, è dovuto sia all'affermarsi di forti personalità artistiche locali, come Vincenzo Foppa, sia all'assimilazione di tendenze e di stili transalpini e, segnatamente, provenienti dalle Fiandre e dalla Provenza, giunti in Lombardia anche attraverso la Liguria e i rapporti economici. Opere di artisti fiamminghi sono infatti presenti in Liguria, nella vicina Ferrara, legata da vincoli politici a Milano, mentre artisti savoiardi e provenzali lavorano in Piemonte e a Milano. Esponente di punta di una sintesi fra il linguaggio tardogotico settentrionale, non esente da inflessioni venezianeggianti, e il mondo nordico fu il pavese Donato de' Bardi, operoso in Liguria, di cui si espone qui l'importante frammento di uno scomparto di polittico raffigurante San Giovanni Battista, da poco acquistato per Brera. il fiamminghismo fatto proprio da Donato de' Bardi si trasmette a Foppa e a Bergognone, del quale ultimo si espongono qui due Madonne, la prima delle quali manifesta l'assimilazione del cromatismo franco-provenzale, mentre la seconda rivela l'ulteriore evoluzione del suo linguaggio con l'appropriazione di elementi leonardeschi. È infatti con l'arrivo di Bramante e Leonardo in Lombardia che la pittura locale subisce un ulteriore scatto verso forme di accentuato monumentalismo e maggior penetrazione psicologica. La parte destra della sala ospita così una selezione di opere prevalentemente di destinazione profana, in cui figurano, oltre che un'opera di Giovanni Agostino da Lodi influenzata da Bramante e da Leonardo, ritratti che tengono conto dei suggerimenti leonardeschi, con opere di Giovanni Ambrogio de' Predis, Solario (in cui si avverte anche un'eco di Antonello e di Alvise Vivarini), Boltraffio, Bartolomeo Veneto e di un ancor anonimo pittore lombardo. La parete opposta, partendo dalle due Madonne bergognonesche e da un rarissimo Solario eseguito a Venezia (riminescente dell'arte di Albrecht Dilrer), mostra invece l'evoluzione del tema "Madonna col Bambino" fino a includere esempi (Luini, Cesare da Sesto) in cui la poetica leonardesca è accolta pienamente, con il suo punto d'arrivo in una Madonna col Bambino e l'agnellino, di anonimo seguace di Leonardo, modellato direttamente su disegni di Leonardo per la perduta Madonna del gatto. La serie si conclude con la Madonna della mela di Giampietrino, impostata secondo uno schema leonardesco in cui si accolgono, tuttavia, anche stimoli raffaelleschi. (P.C.M.)




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