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THEA VAN OOSTEN, CLEMENTINE BOLLARD, CRISTINA DE CASTRO, IRINA FUNDEANU, ANNA LAGANA' - La conservazione di due arazzi in polipropilene. Nuove problematiche, nuove strategie conservative

Fate I e Fate II sono due arazzi realizzati nel 1969 dall'artista olandese Wil Fruytier intrecciando corde in polipropilene di diversi colori...

La loro esposizione per più di 30 anni in edifici pubblici privi di un controllo ambientale ne ha determinato un rapido degrado che si manifesta prevalentemente nella perdita di elasticità delle fibre in polipropilene, oggi fragili ed in molte zone polverulenti.
La causa principale del degrado è la grande suscettibilità del polipropilene alla fotossidazione determinata da luce ed ossigeno ed accelerata da pigmenti come il biossido di titanio presente in entrambi le opere.
In questa sede verrà presentato il progetto di ricerca sulla conservazione dei due arazzi condotto all’Istituut Collectie Nederland (ICN) di Amsterdam. Il progetto si è posto come obiettivo la ricerca e la valutazione di un trattamento sia conservativo che protettivo: un sistema consolidante contenente stabilizzanti al calore ed alle radiazioni UV in grado di impedire la fotodegradazione delle fibre. Inoltre, a causa della bassa tensione superficiale del polipropilene, caratteristica che ostacola l’adesione di altre sostanze sul polimero, sono stati indagati metodi per accrescerne l’energia superficiale e rendere così possibile il trattamento.
I casi di studio in esame documentano come l’utilizzo in ambito artistico dei materiali plastici conduca restauratori, scienziati e conservatori di fronte a problematiche conservative che richiedono spesso nuovi approcci e nuove strategie d’intervento.



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