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VALENTINA VALENTINI - Conservare, non inglobare, demistificare

Il problema dell'archivio dei documenti audiovisuali, tema centrale di questo incontro, vorrei affrontarlo ponendomi la domanda: cosa è degno di essere tramandato affinché la sua memoria - documento venga preservata e conservata?...

L’arte video è diventata degna di essere archiviata, selezionata, analizzata e classificata e conservata? L’esistenza stessa dell’arte video ha subito un forte contraccolpo a causa delle tecnologie digitali assimilatrici delle differenze e anche perché è stata assorbita da discipline più forti, come il cinema e le arti visive.
Il mio contributo intende, ridisegnare l’apporto che la sperimentazione elettronica-digitale ha dato alla famiglia audiovisuale in modo da evidenziare, mettere a fuoco quei tratti estetici che caratterizzano le opere composte con nuove tecnologie – la newmedia art- in modo da correlare diverse questioni: cosa conservare ( criteri di selezione, ovvero cosa tramandare alla storia); cosa preservare dell’opera ( la sua specificità legata alle tecnologie impiegate, al contesto produttivo, al lavoro di storicizzazione che il fenomeno ha prodotto).
Esempio di paradossale “equivoco” la legge sul deposito legale delle opere video – che denota il coacervo di incomprensioni che regna in questo ambito: laddove sembrerebbe che la produzione di video d’autore venga riconosciuta e legittimata ,essa viene tanto più negata.
Ecco solo alcuni dei tanti paradossi della legge:
Secondo il Regolamento chi produce video - sia artista singolo, società, università, ente locale, etc. – deve consegnare, all'Istituto Nazionale per la Grafica, a titolo gratuito, “entro sessanta giorni dalla prima distribuzione al pubblico” n. 2 copie riproducibili, che andrebbero a formare l’Archivio Nazionale, e n. 2 copie a un ufficio preposto che ogni Regione dovrebbe istituire nei tempi brevi.
E’ ancora incerto quali siano i video che hanno l’obbligo del deposito e se siano applicabili criteri di selezione (al riguardo suggeriti dalla parola “arte”) alle categorie individuate nel regolamento.
Se è considerato video d’artista quello che l’autore dichiara tale per autocertificazione, se qualcuno dichiara che “non” ha voluto fare un’opera d’arte, evita così di ottemperare alla Legge.


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